Estradizione | Studio Legale Roma Avvocato Penalista Diritto Penale


L’studio legale a Roma, è specializzato nella procedura di estradizione, contattaci e un avvocato penalista offrirà la miglior consulenza in diritto penale internazionale, i nostri avvocati penalisti si trovano principalmente a Roma, Milano, Napoli, Torino, Cagliari, Palermo, Bologna, Bari e possono seguire cause legali in tutta l’Italia attraverso la nostra rete di collaboratori ed esperti tecnici legali.

Alcuni reati combinati possono prevedere l’estradizione per le quali serve la miglior difesa penale: rapina, omicidio, truffa online, frode telematica, truffa informatica, pirateria informatica, narcotraffico o traffico internazionale di droghe o sostanze stupefacenti, sequestro di persone, terrorismo internazionale, traffico di armi, traffico di organi, tratta di persone, crimini di guerra.

Migliori Paesi senza l’estradizione: Capo Verde, Belize, Emirati Arabi, Giamaica, Nepal, Cambogia, Madagascar, Malesia, Seychelles, Namibia.

Accordi di Estradizione: Convenzioni multilaterali e consensi bilaterali in vigore tra l’Italia ed diversi Paesi nell’ambito delle pratiche riservate al Ministero della giustizia:

- Albania, Algeria, Andorra, Argentina, Armenia, Australia, Austria, Azerbaijan, Bahamas, Barbados, Belgio, Bielorussia, Bolivia, Bosnia Erzegovina    , Brasile, Bulgaria, Canada, Cile, Cina, Cipro, Corea, Costa Rica, Croazia, Cuba, Danimarca, Ecuador, El Salvador, Estonia, Federazione, Russa, Finlandia, Francia, Georgia, Germania, Giappone, Grecia, Honduras, Hong Kong, India, Irlanda    , Islanda, Israele, Kenia, Kuwait, Lesotho, Lettonia, Libano, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Macedonia, Malta, Marocco, Mauritius, Messico, Moldova, Montenegro, Norvegia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Panama, Paraguay, Perù, Polonia, Portogallo, Principato di Monaco, Regno Unito, Repubblica Ceca, Repubblica Dominicana, Romania, San Marino, Santa Sede, Serbia, Singapore, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Sri Lanka, Stati Uniti d'America, Sud Africa, Svezia, Svizzera, Thailandia, Tonga, Trinidad e Tobago, Tunisia, Turchia, Ucraina, Ungheria, Uruguay, Venezuela.

L'estradizione è la conferimento di una persona ritenuta colpevole di aver commesso un reato in un paese da parte del paese in cui questa persona si permane attualmente. L’obiettivo dell’estradizione è di evitare che i paesi divengano rifugi sereni per latitanti e criminali da altre nazioni. Se si trova  opponendo una probabile estradizione, contattaci per avere una adeguata difesa penale.

L’estradizione si rappresenta come un dispositivo di collaborazione internazionale nel compartimento penale ed è regolata in prevalenza da norme di diritto internazionale. Si tratta per lo più di trattati bilaterali, ugualmente se di contemporaneo sono state terminate accordi multilaterali per iniziare normative indifferenziate in materia. Condizioni estradizionali sono per di più misurate in accordi multilaterali indirizzati a controllare crimini particolarmente gravi (genocidio, terrorismo e altri: Crimini internazionali) sulla piattaforma del primordio aut dedere aut iudicare. In via universale, ai fini dell’estradizione passiva il primordio della doppiata incriminazione delibera che il fatto deve rappresentare reato per la legge penale sia dello Stato richiedente, che di quello concedente, autonomamente dalla differenza dei regimi sanzionatori. Il principio del ne bis in idem assicura invece l’unicità della condanna per un identico fatto.

Nell’ordinamento penale italiano l’estradizione ha sistemazione da fonti eterogenee e di differente rango, rialzano, in primo luogo, i trattati approvati dall’Italia, e, in secondo luogo, le posizioni costituzionali (art. 10, 4° co., e 26 Cost.) che proibiscono l’estradizione del cittadino e mettono confini all'operatività di questo istituto sia in resoconto al tipo di reato per cui l'estradizione è stata richiesta – stabilendo il divieto di estradizione dello straniero e del cittadino per i reati politici –, sia in rapporto al trattamento sanzionatorio, lasciando fuori l’estradizione per i reati inflitti una pena dallo Stato appellante con la pena di morte (poiché l’art. 27 Cost. ammette il appello a questa sanzione solo nei casi presunti dalle leggi militari di guerra). In terzo luogo, vi sussistono le norme ordinarie controllate nel codice penale (art. 13) e nel codice di procedura penale (artt. 696-722). In peculiare, secondo il primordio di specialità, ex art. 699 e 721 c.p.p., si esclude, sia per l’estradizione attiva, sia per quella passiva, che si sia capace proseguire senza il consenso dello Stato estradante contro l’estradato per fatti avanti e diversi da quelli per il quale è stata concessa l’estradizione, o applicare misure diverse da quelle indicate nel provvedimento. Il principio di sussidiarietà (art. 705 c.p.p.) si fonda al contrario sulla preponderanza della giurisdizione dello Stato di rifugio, che ha la facoltà di declinare l’estradizione quando sia probabile iniziare o sia già appeso un procedimento penale, in altre parole sia stata rilevata sentenza immutabile.

Nell’ambiente comunitario, in materia di estradizione è stata accettata nel 2002 la risoluzione quadra sul «mandato d’arresto europeo», che dottrina le procedure di consegna di persone ricercate tra gli Stati membri dell’Unione Europea (l’Italia vi ha dato attuazione con l. n. 69/2005).

Avvocato Penalista | Procedura di Estradizione

Estradizione Passiva Attiva | Diritto Penale Roma Milano

Estradizione: Istituto con cui un Paese conferisce (estradizione passiva) un soggetto presente sul suo territorio a un altro Paese che ne abbia fatto domanda (estradizione attiva), allo scopo di dare attuazione a una sanzione di detenzione (estradizione esecutiva) o a un iter processuale (estradizione processuale). L’estradizione emerge come mezzo di collaborazione internazionale in ambito penale ed è disciplinata nello specifico da disposizioni di diritto internazionale pattizio.

Sono per lo più accordi bilaterali, anche se recentemente sono state firmate convenzioni multilaterali per immettere norme conformi in tale ambito.

Clausole di estradizione sono poi incluse in patti multilaterali volti a ostacolare reati assai gravi (genocidio, atti di terrorismo e altri: delitti internazionali) in base alla regola aut dedere aut iudicare. In genere, agli scopi dell’estradizione passiva la regola della doppia accusa prescrive che l’azione deve rappresentare delitto per la normativa penale sia del Paese postulante, sia di quello accordante, a prescindere dalla differenza dei regimi punitivi.

La regola del ne bis in idem assicura invece l’univocità della pena per uno stesso fatto. Nel sistema giuridico italiano l’estradizione è disciplinata da fonti differenti e di vario grado.

Hanno rilevanza, innanzitutto, i trattati convalidati dall’Italia, e, in seguito, le norme costituzionali (art. 10, 4° co., e 26 Cost.) che proibiscono l’estradizione del cittadino e mettono limitazioni all'attività di questo istituto sia in rapporto alla tipologia di delitto per cui l'estradizione è stata domandata – stabilendo il divieto di estradizione del soggetto straniero e del cittadino per i delitti di tipo politico –, sia in rapporto al regime punitivo, eccetto l’estradizione per i delitti perseguiti dal Paese richiedente con la condanna a morte (dato che l’art. 27 Cost. accoglie il ricorso a questa pena soltanto nei casi indicati dalle norme militari di guerra).

Inoltre, vi sono le leggi ordinarie incluse nel codice penale (art. 13) e nel codice di procedura penale (artt. 696-722). In dettaglio, in base al criterio di specialità, ex art. 699 e 721 c.p.p., non si ammette, sia per l’estradizione attiva, sia per quella di natura passiva, che si possa proseguire senza l’assenso del Paese estradante contro il soggetto estradato per fatti antecedenti e differenti da quelli per cui è stata conferita l’estradizione, o attuare provvedimenti differenti rispetto a quelli previsti nella misura.

Il criterio di sussidiarietà (art. 705 c.p.p.) si basa invece sulla preponderanza della giurisdizione del Paese di asilo, che ha il potere di respingere l’estradizione se si possa cominciare o sia già pendente un processo penale, o sia stato emesso verdetto definitivo. In ambito comunitario, in tema di estradizione è stata approvata nel 2002 la decisione quadro sul «mandato d’arresto comunitario», che regola gli iter di conferimento di soggetti ricercati tra i Paesi membri dell’Unione Europea (l’Italia vi ha dato attuazione con l. n. 69/2005).